Chiesa
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PERCORSO ESTERNOpercorso_esterno.html

La chiesa si sviluppa su pianta a croce latina (o patibulata) terminante in tre absidi di cui le due laterali sono di dimensioni inferiori a quella centrale. Le absidiole sporgono dal muro perimetrale in modo da essere evidenti dall’esterno. La navata è unica e misura 21 m x 5,1 m mentre il transetto è 12,5 x 5,1 m. Per la particolarità della sua navata culminante con tre absidi, San Rabano può essere annoverata tra le più antiche costruzioni a croce latina del territorio.

L’orientamento della chiesa si presenta in modo anomalo in quanto segue la direzione nord-est e sud-ovest, mentre generalmente l’abside era generalmente rivolta ad oriente, ma esistono alcune prove che inducono a pensare che la pianta interna della chiesa non abbia subito modifiche di alcun tipo.

Infatti, la finestra dell’abside centrale ha un motivo ornamentale identico alla decorazione del portale principale. Sopra un piccolo arco a piedritto che incornicia la parte superiore della finestrina, si intrecciano due tralci di vite al quale si aggiungono grappoli d’uva con foglie proprie del simbolismo cristiano, così come appare nel portale. Questa particolarità, oltre alla tecnica costruttiva molto simile, fa presupporre ad una contemporaneità degli elementi architettonici.
L’abside maggiore è coeva a quelli minori poiché hanno lo stesso tipo di decorazione esterna a lesene ed archetti di tipo lombardo. Gran parte di questi sono stati ricostruiti in epoche recenti.
Nella navata, sulla destra è possibile osservare una piccola porta, che conduceva alla sagrestia.

La porta, si apre poco prima dell’incrocio della nave con il transetto: è priva di decorazione ma mostra lo stesso disegno del portale, anche se eseguito con minore accuratezza. Sono presenti altre due porticine che si aprono nei bracci del transetto, una verso il campanile e l’altra verso il monastero. Probabilmente aperte in epoca posteriore a quella della sagrestia.

Dato il sovrapporsi di tre diversi tipi di muratura sembra evidente il susseguirsi di tre periodi nella esecuzione del fronte della chiesa. La facciata originale doveva probabilmente terminare con gli spioventi obliqui del tetto a capanna.

L’antica copertura in legno della chiesa fu sostituita con crociere costolonate e quella che era allora la parte superiore, demolita per potervi inserire con maggior facilità l’arco incastrato che doveva sorreggere un lato della crociera, venne ricostruita in laterizio e con spina di pesce nel lato sinistro; questa forma di muratura, nata per esigenze tecniche, divenne dal secolo XI in poi motivo decorativo usato in prevalenza dai lombardi: esso può essere la testimonianza che maestranze lombarde lavorarono direttamente alla nuova copertura.

Più tardi poi quando i tempi mutati crearono nuove necessità di difesa e di offesa i due spioventi del tetto a capanna vennero livellati e su di essi si procedette alla elevazione culminante nella merlatura che doveva portare ad una maggiore altezza tutta la cinta muraria.

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